ACCORDO UE-MERCOSUR VIA LIBERA: PER L’ITALIA OPPORTUNITÀ DA 14 MILIARDI, MA L’AGROALIMENTARE È IN TRINCEA!
Un passaggio storico per il commercio globale. Il 9 gennaio 2026, il Coreper (il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dell’UE) ha autorizzato a maggioranza qualificata la Commissione von der Leyen a firmare l’Accordo di Associazione Strategica UE-Mercosur.
Con 21 paesi a favore, 5 contrari (Francia, Polonia, Austria, Ungheria, Irlanda) e l’astensione del Belgio, si apre la strada alla firma prevista per il 17 gennaio in Paraguay.
Per l’Italia, dopo intense trattative che hanno portato a garanzie aggiuntive per il settore agroalimentare, il voto è stato “sì”.
Ora la palla passa al Parlamento Europeo per la ratifica, mentre le parti commerciali potrebbero entrare in vigore provvisoriamente già nel corso del 2026, rivoluzionando gli scambi con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay.
COSA CAMBIA: LE OPPORTUNITÀ PER L’INDUSTRIA ITALIANA
L’accordo è una macchina da crescita per l’export italiano non agricolo, con risparmi doganali stimati in oltre 4 miliardi di euro l’anno per l’UE.
stimati in oltre 4 miliardi di euro l’anno per l’UE.
| Settore Italiano Trainante | Vantaggio Principale | Valore Opportunità (Stime) |
| Macchinari & Beni Strumentali | Eliminazione dazi fino al 14-20% | Fetta principale dei 14 mld € di nuove opportunità annue per l’Italia |
| Chimica & Farmaceutica | Eliminazione dazi fino al 18% e riconoscimento mutuo di standard di qualità | Consolidamento leadership in Sud America |
| Automotive & Componentistica | Dazi azzerati su auto (35% oggi) e parti di ricambio | Rilancio delle esportazioni in un mercato in ripresa |
| Design, Arredamento, Moda | Eliminazione di dazi elevati (fino al 35%) su prodotti finiti | Accesso alla crescente domanda di premium consumer goods |
La vera svolta: l’accordo garantisce l’accesso privilegiato a materie prime critiche per la transizione verde (es. litio, terre rare) e include discipline avanzate su sviluppo sostenibile, diritti dei lavoratori e lotta alla deforestazione, allineando i partner Mercosur agli standard UE.
LA PARTITA AGROALIMENTARE: VINCITORI E DIFESA DELLE ECCELLENZE
È il capitolo più delicato. L’Italia gioca in attacco con le sue Ig protette e in difesa con meccanismi di salvaguardia senza precedenti.
- I VINCITORI (Attacco):
- 57 Indicazioni Geografiche Protette: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Aceto Balsamico di Modena e altre 54 eccellenze avranno protezione legale totale, bloccando imitazioni. Si stimano +400 milioni di euro/anno per il settore (Federalimentare).
- Vini, Liquori e Olio EVO: Dazi azzerati (oggi fino al 27% per i vini, 12% per l’olio). Una spinta enorme per prosecco, amarone e oli premium.
- Pasta e Prodotti Transformati di Alta Gamma: Agevolazioni per le PMI esportatrici.
- LA DIFESA (Clausole di Salvaguardia):
- Soglia di Allarme al 5%: Se le importazioni di un prodotto “sensibile” (es. manzo, pollame, zucchero, riso) aumentano di oltre il 5% in un anno, l’UE può attivare contingentamenti d’emergenza.
- Regionalizzazione Sanitaria: In caso di focolai animali (es. afta epizootica), si blocca l’import solo dalle regioni colpite, non da tutto il paese.
- Controlli Rafforzati e Audit: Ispettori UE potranno verificare il rispetto degli standard sanitari, ambientali e del lavoro direttamente nei siti produttivi.

LE PREOCCUPAZIONI DEL SETTORE AGRICOLO ITALIANO
Nonostante le tutele, le associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura) denunciano rischi concreti:
- Asimmetria degli Standard: I produttori sudamericani operano con costi ambientali, sociali e sanitari spesso più bassi, creando concorrenza sleale su prodotti come carne bovina, pollame, succo d’arancia e miele.
- Rischio “Dumping” sui Prezzi: La possibile importazione di grandi volumi a prezzi estremamente bassi potrebbe deprimere il mercato interno UE.
- Sfida per i Lattiero-Caseari Non DOP: I formaggi generici italiani potrebbero soffrire la concorrenza di prodotti analoghi del Mercosur.
Il governo italiano (con gli ministri Tajani e Lollobrigida) ha sottolineato come il pacchetto di salvaguardie ottenuto sia il “massimo ottenibile” e come il mancato accordo avrebbe lasciato l’UE esclusa da un’area di libero scambio di 780 milioni di consumatori, a vantaggio di concorrenti come Cina e USA.
CHECKLIST PER LE IMPRESE ITALIANE: COSA FARE NEL 2026
- Analisi Immediata di Mercato: Le aziende industriali e quelle agroalimentari con IG devono avviare subito studi di mercato per Brasile, Argentina e Cile, identificando distributori e canali.
- Adempimenti per le IG: I consorzi di tutela devono registrare immediatamente i propri marchi DOP/IGP nel sistema Mercosur non appena l’accordo sarà operativo.
- Sfruttare la Piattaforma UE per le PMI: Utilizzare il portale “Access2Markets” della Commissione UE per ottenere informazioni pratiche su dazi, regole e documentazione necessaria.
- Vigilanza Attiva sul “Pulse Alarm”: Le associazioni agricole devono monitorare costantemente i dati d’importazione per attivare tempestivamente la clausola di salvaguardia del 5% se necessario.
- Investire in Comunicazione di Valore: Per l’agroalimentare, è vitale rafforzare la comunicazione al consumatore finale sudamericano sul valore delle Ig, della sostenibilità e della qualità superiore del prodotto italiano.
L’Accordo UE-Mercosur non è una semplice riduzione dei dazi; è una riorganizzazione strategica delle catene del valore euro-atlantiche.
Per l’Italia rappresenta una sfida duplice: cavalcare l’onda delle enormi opportunie industriali e, al contempo, difendere con rigore e intelligenza l’ecosistema agroalimentare più prezioso al mondo.
Il successo dipenderà dalla capacità delle imprese di esportare e dalla vigilanza collettiva nel far rispettare le regole del gioco. Il 2026 sarà l’anno della prova dei fatti.
